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Rivoli
- C'era
una volta un Re,
una
storia da vivere a quattro passi da Torino

Il
Re torna e se ne va - Pagina 2
I visitatori entreranno infatti di persona in una Regia
scuola primaria per assistere alle lezioni impartite con metodi,
arredamenti e sussidi didattici dell'epoca: questo livello
scolastico, lodevolmente promosso dal re Vittorio Amedeo II, è
paragonabile al nostro medio-superiore dato che l'istruzione
elementare era data in famiglia o da qualche maestra, preziosa
soprattutto perché sorvegliava i più piccoli mentre i genitori
erano via a lavorare, e non tanto perché insegnasse davvero a
leggere, a scrivere e a far di conto come era privilegio dei ragazzi
ricchi, affidati di solito ai sacerdoti in servizio presso i
signori.
E così si stupiranno nel vedere che i bambini, prima di
perdere l'innocenza con l'elettronica, si divertivano come per
millenni soltanto correndo, scherzando, mettendosi in maschera, e
sfidandosi in giochi intramontabili, quello della tombola, della
trottola e delle biglie. Anche i registi, gli attori e gli
scenografi dei Gruppi teatrali amatoriali concorrono al grande
revival. Il materiale documentario raccolto dalle varie commissioni
è stato infatti tradotto in oltre duecento lavori teatrali
(talvolta è un minuscolo atto unico di pochi minuti, ma di sicura
presa didattica oltre che di piacevole intrattenimento)
corrispondenti ad altrettante tranches de vie che verranno
rappresentate per le strade: pittoresche e magari picaresche scene
di genere come quelle che attualizzano la storia delle arti
figurative e documentano quella del costume, ma col vantaggio della
immediata comunicazione dal vivo.

Un discorso a parte merita la musica, affidata ad orchestre
e solisti italiani e stranieri di chiara fama. L'impegno al revival
presenta composizioni legate alla storia della Corte sabauda, come
le Musiche e balli a quattro voci concepiti per le nozze di Vittorio
Amedeo con Madama Cristina, ma anche brani d'epoca da Vivaldi a Bach,
da Wagenselle a Senaillé, da Corrette a Couperin. E con la musica,
la danza: quella sofisticata delle corti barocche come quella
vivacissima della sagra paesana.
Ma il programma ha ancora altri richiami: la riscoperta
delle botteghe artigiane e degli antichi mestieri, i giochi della
nobiltà e del popolino, le locande dove si servono le portate del
Settecento piemontese (di cui altre attente ricerche hanno ritrovato
le eccellenti ricette) fino alla solenne cerimonia dell'abdicazione
del re. Naturalmente non mancano giocolieri, saltimbanchi,
cavallerizzi, equilibristi e fuochi d'artificio come in ogni
kermesse ma questa di Rivoli è qualche cosa di più, un ottimo
esempio di come sia possibile mettere insieme la cultura e lo
spettacolo: esercizio che non è di acrobazia, ma soltanto
d'intelligenza.

In
tavola ci sarà anche la bianca
zuppa di Madama Reale
Arrivando in auto si deve percorrere la
tangenziale fino all'uscita Rivoli: si risparmia
così una larga parte del percorso in città,
guadagnando subito corso Francia, al termine del
quale c'è l'antica porta maggiore di Rivoli
detta Porta di Strada, che adesso è stata
ricostruita (come, sull'opposta entrata da
Occidente, la Porta di Francia).A queste
entrate, cui si aggiungono altre tre porte
tuttora in esercizio (quelle di Media Notte, di
San Martino e degli Infermi) più 19 ingressi
lungo l'intero perimetro del centro storico, si
acquista il biglietto (10 mila lire, ridotto 8
mila, bambini fino a 12 anni gratuito) e viene
offerta una piantina della città, con
l'indicazione dei 12 parcheggi a disposizione
degli ospiti.

Che altro c'è da vedere
Il castello di Rivoli, “cuore” della
rievocazione sabauda e nel quale è allestito il
Museo d'arte contemporanea, offre dal piazzale
una bella vista sulla piana di Torino e le
colline del Monferrato. Interessante, intorno al
castello e alla vicina villa Melano,
l'anfiteatro morenico su cui si sviluppano
numerosi itinerari. Dalla collegiata di Santa
Maria della Stella si può scendere all'ex
convento carmelitano, dove è ordinato il Museo
universale della stampa (telefono 6.56.16.92) in
cui sono raccolte macchine e attrezzature
tipografiche di varie epoche.

Gli alberghi
Data la breve distanza da Torino, non dovrebbe
essere difficile trovare un alloggio per la
notte tra l'11 e il 12 settembre. Ma chi vuole
dormire a Rivoli, per non interrompere gli
incantesimi del revival, dovrà prenotare in
tempo: al Rivoli hôtel, tre stelle, strada
Nuova Tetti 50, telefono 9.56.65.86; o al Des
Alpes, tre
stelle, Statale 25 del Moncenisio 55, 9.56.77.77;
Al Garden, due stelle, corso Susa 381,
9.58.02.74.
La buona cucina
Poiché il revival è anche gastronomico, per
l'occasione saranno aperte dieci locande che
serviranno i piatti tipici del ‘700: il Pavone
bianco in piazza Mafalda di Savoia, il Bue rosso
in piazza San Rocco, il Pertus d'asu in piazza
San Bartolomeo, le Hostarie del Gallo in piazza
Garibaldi, del Bollengo in piazza Bollani,
dell'Oca in vicolo Santa Croce, del Capel Verd
in via Capra, del Castello in piazza Matteotti,
dell'Aquila reale in via Grandi, e infine il
Rifugio del Pellegrino, aperto in via ex
Internati.Gli ospiti avranno in omaggio anche un
libretto con ricette della cucina settecentesca
e presso la Pro loco si terranno corsi di cucina
per aspiranti cuoche e cuochi.
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