L'attuale Chiesa conserva, come particolarmente significative, le
tracce articolate degli sviluppi successivi alla Controriforma, tra
l'inizio del Seicento e la fine del Settecento, di una confraternita
medioevale attiva come istituzione ospedaliera; di quella fase si
conservano rare tracce documentarie in cui si trova conferma
dell'esistenza di una cappella consacrata nel 1521. Quasi null'altro ci
rimane a testimonianza del lungo periodo che giunge fino al 1659, a
questa data la confraternita approva e dà mandato di esecuzione del
progetto presentato da Bernardino Quadri per la ricostruzione della
chiesa: conosciamo anche i nomi dei responsabili diretti del cantiere,
il mastro luganese Giovanni Battista Casella e il mastro locale Giovanni
Battista Masserollo. Di quella fase di lavori ci restano tracce nella
facciata, tuttavia ampiamente ritoccata, un documento di straordinaria
importanza nel portale ligneo con simbologie della Passione e l'immagine
complessiva dell'edificio e dell'ideazione del Quadri nella stampa del
"Theatrum". |
|
| Alla metà di agosto del 1748
Ignazio Nepote consegnava alla chiesa il Quadro esprimente del Santo
Legno col Risorgimento del Morto, che ora si trova al posto d'onore nel
coro. Nel 1750 la confraternita acquista dalla consorella torinese il gruppo processionale della Salita al Calvario, ora nella seconda cappella di destra. La macchina, dovuta alla committenza del decurione Claudio Bernardino Colomba, tuttavia, come hanno chiarito Franco Monetti e Arabella Cifani, era già impiegata nel 1683 dalla confraternita torinese in occasione della processione del Giovedì Santo. Dieci anni più tardi, nel 1760, si pensava alla sacrestia nuova e nel 1776 Giuseppe Pollengo realizzava la nuova cassa dell'organo, mentre Carlo Giuseppe Perratone procedeva ad un complessivo rimodernamento della chiesa; nel 1782 Giovanni Comandù accettava la commissione di sostituire la vecchia pala con il Martirio di Sant'Orsola, con una nuova tela per la compagnia della santa eretta in Santa croce |
|
|
||